Drop & Down shot rig

giugno 1, 2011 | Recensioni

Una delle tecniche finesse più utilizzate oggi in Italia e non solo, famosa per la sua incredibile resa in termini di catture e anche facile da realizzare è sicuramente il drop shot.


Si tratta di una tecnica che permette di affrontare diverse tipologie di spot, tra le quali abbiamo i grossi erbai lacustri, i pontili di approdo dei traghetti o delle nautiche, le pareti verticali di roccia e tutte quelle zone dove la profondità si aggira dai 4 metri fino ai 12 (compresi ovviamente gli scalini).

MONTATURA

Prima di parlare di come si effettua a livello pratico la costruzione del drop shot rig bisogna differenziare le due tipologie di presentazione che si possono effettuare, strettamente legate allo spot che andiamo a battere a seconda che sia più o meno ricco di vegetazione e quindi cover che possono intralciare la nostra azione di pesca.


E’ proprio per questo che lo shot rig si suddivide in drop shot rig che si effettua con ami a gambo dritto che in pesca hanno la punta scoperta e il down shot rig che invece si effettua con i classici ami off set, noti per la pesca a texas rig e non solo che ci permettono di entrare anche in erbai perché lasciano la punta all’interno della softbait.

Ma adesso veniamo alla costruzione: prendiamo la lenza madre del mulinello e, lasciando un’eccedenza di circa 40 centimetri andiamo ad effettuare un nodo palomar.

A questo punto ripassiamo il capo del filo nell’occhiello dell’amo (dalla parte della punta!) e a circa 25-30 centimetri applichiamo il nostro weight da drop shot che sarà a forma di cilindro, di sfera oppure a catenella.

Molto semplice, ma molto efficace.

TIPOLOGIE DI WEIGHT

Ci sono diverse tipologie di weight che possiamo trovare nel mercato. Quelli più famosi sono a forma di sfera, poi ci sono a forma di cilindretto e, infine, una sorta di catenella di piccoli piombi a goccia infilati in un filo di metallo.

I primi, quelli a sfera, preferisco utilizzarli nelle prossimità delle legnaie e in corrispondenza delle pareti verticali.

I secondi, quelli a cilindro, preferisco utilizzarli nelle zone di roccia perché ho notato che se ne perdono molti meno, in quanto non tendono ad incagliarsi in mezzo alle pietre quanto gli altri.

nfine gli ultimi, ovvero le catenelle, che ci facilitano di molto il gioco in zone di erba sommersa.


ATTREZZATURA

Per la pesca a drop shot ci si può avvalere sia di un’attrezzatura da casting che da spinning. Io, personalmente, preferisco lo spinning forse per questioni principalmente di abitudine, però credo che il casting non sia da scartare in quanto, quando si effettua il drop shot su profondità elevate (8,9,10m), l’utilizzo di weight tra 3/8 e 1/2oz non è del tutto inconsueto.

Per quanto riguarda lo spinning parliamo di una canna da 7’ circa con un range di potenza 1/8-3/8oz e una punta morbida che ci consente di muovere l’esca in modo lento. Mulinelli adatti al bilanciamento dell’attrezzatura e fluorocarbon con una tenuta compresa tra le 5 e le 8 libbre.

Le principali softbaits che si possono utilizzare con buoni risultati sono i simil shad come ad esempio il Drop shot worm di casa Culprit, perfetti per la pesca in tutti quei posti dove sono presenti alborelle, piccole scardole e pesci di taglia medio piccola; un’altra tipologia di esca sono gli worms sia con curly tail come lo slinky worm culprit che senza, oppure anche con una paddletail come l’eell worm sempre di casa Culprit.

La codina a “falcetto” è essenziale in tutti quei posti dove l’acqua non è estremamente pulita oppure anche se utilizzato a profondità maggiori di 4 metri, in modo che il Bass riesca ad individuare la nostra esca.

 

RECUPERO

La pesca a drop shot è essenzialmente una tipologia di pesca verticale, ovvero l’esca e il piombo, collegato ad essa tramite il filo, devono muoversi in modo prevalente a strappetti verso l’alto, come se si trattasse di un jig. Piccoli colpi di 10-15 cm del cimino verso l’alto intervallati da pause di pochi secondi. (Il cimino deve essere morbido per il fatto che il movimento deve essere, come gli americani lo definiscono, slow. Slow movements!!!)

Far lavorare l’esca intorno agli spot lentamente è l’arma che può portare alla cattura dei Bass meno collaborativi.



Sicuramente il drop/down shot è una tecnica molto redditizia che può salvare le giornate più difficili. Nonostante non sia una tecnica molto divertente come il power fishing, può risultare risolutiva e richiede una buona sensibilità da parte dell’angler.

 

Dave per Bass and Pike tackle


 

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Comments (1)

 

  1. avatar riccardo valentini scrive:

    grande Dave!!!

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